22 ottobre 2011

Hard disk sei volte più capienti? Basta un pizzico di sale.



Tratto da Hardware Upgrade :

CDRinfo riporta una notizia interessante riguardante l'archiviazione dati, che si arricchisce di una nuova tecnologia targata Singapore. Il Dr. Joel Yang (laureato al MIT) dell'Institute of Materials Research and Engineering, è a capo di un progetto ambizioso ma che potrebbe raggiungere la produzione di massa in tempi tutto sommato brevi.
La questione sulla carta è semplice: come fare ad archiviare più dati negli hard disk, visto che l'effetto superparamagnetico è sempre in agguato e che le tecnologie attualmente utilizzate hanno forti limiti? Un problema, se si considera che le unità non possono crescere in dimensioni fisiche, poiché i form factor consolidati non sono per nulla in discussione. Esclusa la via di aggiungere piatti a piacere per raggiungere risoluzioni sempre più elevate, la risposta è la stessa per ogni ricercatore attivo nel campo: aumentare la densità di dati archiviabili.
Si parte da un esempio banale ma chiarificatore: avendo a disposizione una valigia, come fare a portare in viaggio più roba possibile? Semplice: organizzare tutto al meglio e compattarlo il più possibile. Anche in questo caso altre tecnologie hanno dato risposte, ma quella dello studio in questione è più raffinata. Alla base del progetto un nanostruttura del supporto di memorizzazione ottenuto con processi litografici, che permetta di creare delle minuscole superfici che chiameremo "grani" per comodità, ognuna in grado di archiviare un bit di informazione.
Attualmente l'approccio è più grossolano: non c'è grande controllo nella stesura si "grani" sulla superficie del media e ne serve un gruppo di alcune unità per archiviare un solo bit. La tecnologia attuale permette di realizzare singoli grani di soli 8nm, ma ricordiamo che non ne basta solo uno per archiviare un bit. La nuova tecnologia del Dr. Joel Yang permette di realizzare grani da 10nm, ma che basta per l'archiviazione del singolo bit.
La tecnologia è già stata realizzata e sembra funzionare al meglio, raggiungendo capienze di ben 1,9 Terabit per pollice quadro, con l'obiettivo dei 3,3 Terabit/in2 a portata di mano. Quest'ultimo valore è circa 6 volte superiore a quello dei dischi tradizionali ora in commercio, motivo per cui la nuova tecnologia fa ben sperare.
Il segreto sta nell'estrema precisione del processo litografico del media (che crea come delle "cellette" per l'informazione) e soprattutto nel suo fissaggio, ottenuto aggiungendo semplice sale (cloruro di sodio) alle soluzioni già utilizzate nel processo produttivo. Il prossimo passo sarà quello di realizzare grani da 4,5nm, con ulteriore incremento della capienza finale dei potenziali hard disk del futuro.

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